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 Associazione Frantz Fanon Riduci

L’Associazione Frantz Fanon ha negli ultimi anni realizzato attività e progetti volti alla promozione dell’integrazione della popolazione straniera residente sul territorio, soprattutto allo scopo di garantire una maggiore accessibilità al Servizio Sanitario Nazionale ed al altri servizi socio-assistenziali. L’Associazione – operante dal 1997 sul territorio cittadino – ha stipulato nel 2003 una convenzione con il Dipartimento di Salute Mentale dell’ASL To1, e partecipa attivamente a diversi Tavoli di Coordinamento cittadino in merito alle questioni dei cittadini immigrati (Rete “Freedom”, Rete “Naufragus”, Rete “Minori non accompagnati”) rivolti a sostenere i processi di integrazione e partecipazione della popolazione straniera presente sul territorio. Le azioni che caratterizzano l’Associazione Frantz Fanon sono le seguenti:

Favorire l’accesso ai servizi sanitari, in particolare quelli di salute mentale (C.S.M. e N.P.I.), della popolazione straniera affetta da disturbi mentali o da altre forme di sofferenza e disagio.

Migliorare le conoscenze e gli strumenti di intervento degli operatori socio-sanitari grazie ad attività di formazione e di supervisione.

Sviluppare sul territorio attività di prevenzione e supporto psico-sociale rivolte ai minori stranieri presenti nella scuola primaria e secondaria.

Attività svolte:

Le attività svolte dagli operatori dell’associazione all’interno del progetto Nomis si articolano su due direttrici fondamentali: la presa in carico etnoclinica dei minori segnalato e/o, nel caso siano presenti sul territorio, delle loro famiglie e la conduzione di incontri di supervisione e formazione rivolti agli operatori della rete progettuale.

Per quanto concerne la prima attività, viene svolta all’interno del Centro Frantz Fanon da psicologi, psichiatri e mediatori culturali dell’associazione con esperienza di lavoro in ambito etnoclinico. Il servizio è rivolto agli utenti presenti nelle strutture di accoglienza della rete ed a quelli segnalati dagli operatori coinvolti nel progetto e prevede l’utilizzo di un modello di intervento etnopsichiatrico.

L’attività di supervisione e formazione è invece rivolta agli operatori delle diverse equipe che operano all’interno del progetto, nelle strutture di accoglienza, all’interno delle istituzioni e sul territorio. Si tratta di percorsi continuativi e strutturati, condotti da operatori clinici e mediatori culturali dell’associazione. E’ inoltre possibile richiedere una consulenza specifica su singoli casi da parte degli operatori che lavorano con l’utenza in oggetto. Sono previste, infine, attività di formazione di tipo seminariale su tematiche oggetto di particolare interesse.


  
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